Arcus

28 agosto 2008

La musica di Giovanni Sollima al Festival del Cinema di Venezia



La colonna sonora del film "Il Primo giorno d’inverno" di Mirko Locatelli alla Mostra Internazionale del Cinema di Venezia è stata composta da Giovanni Sollima.
Il film sarà presentato in anteprima mondiale alla 65a Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica che ha preso il via ieri a Venezia.
"Il primo giorno d’inverno", opera prima del regista milanese Mirko Locatelli, è in concorso nella sezione Orizzonti ed è prodotto dalla casa di produzione cinematografica Officina Film.
La colonna sonora non originale è firmata dal compositore e violoncellista Giovanni Sollima, edita dalla Casa Musicale Sonzogno di Milano.
Il tema musicale prescelto e’ il "De Harmonia", per violoncello solo, primo movimento dell’ampio brano per ensemble "Spasimo".
Spasimo fu il primo progetto internazionale di Sollima e nacque nel 1995 su commissione del Comune e del Teatro Massimo di Palermo per celebrare la fine dei lavori di restauro e l’apertura al pubblico di una chiesa che si sarebbe dovuta chiamare Santa Maria dello Spasimo e avrebbe ospitato l’omonimo quadro di Raffaello, attualmente esposto al Museo del Prado di Madrid. L’opera architettonica, pero’, non fu mai ultimata, trasformandosi nei secoli e divenendo pertanto un simbolo del travagliato percorso del capoluogo siciliano: un luogo che non conosce mezze misure, sempre in bilico – e quasi magicamente in equilibrio - fra splendore e miseria, fra passione e violenza.
“Una chiesa mai compiuta, che senza tregua ha cambiato identità, per più di quattro secoli. Teatro, lazzaretto, albergo dei poveri, ospedale, sifilocomio. Infine i bombardamenti e l'oblio l’hanno resa discarica. […] Lo Spasimo riapre nell'estate del 1995 riconquistato dalla gente e dalla città. […] Una musica scritta, eseguita e poi svanita secoli fa fra quelle liriche pietre cadute […] contaminata dalle sovrapposizioni architettoniche, linguistiche e sonore provenienti dalla multietnica Palermo […] una musica dai forti contrasti in bilico tra canto islamico e la cruda iperespressività del rock” (Sollima).
Il film racconta del difficile passaggio dall'adolescenza all'età adulta - attraverso la metafora del solstizio d'inverno - del giovane Valerio, solitario, emarginato e incapace di comunicare agli altri il suo dolore.
“Il film affronta temi presenti, talvolta anche in modo drammatico, nel mondo degli adolescenti – dichiara il regista – è una riflessione sulle relazioni basate su prepotenza e sopraffazione: racconta una storia di bullismo e identità sessuale in adolescenza, il bullismo meno visibile però, quello che non agisce esclusivamente perpetrando violenza fisica ma che si manifesta attraverso altre forme di prepotenza che determinano l’esclusione dal gruppo e l’emarginazione di chi è considerato diverso.
Il primo giorno d’inverno ha un significato simbolico: è il momento del solstizio, in cui il sole sembra abbandonarci completamente per cedere il passo alla notte più lunga di tutte.
L’anno che si è avvicinato alla fine, portando con sé la totale oscurità, ora viene lasciato alle spalle e il flusso si inverte.
E’ un momento di morte e rinascita, come la fine dell’adolescenza ma anche come una ruota che compie il suo giro.
Nella nostra storia il momento del dolore più grande obbliga i personaggi a tentare un’altra strada, un percorso diverso, dove la fiducia nell’altro sarà la chiave per nuove possibili relazioni”.

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