Arcus

30 aprile 2009

Nove allievi eccellenti ricordano insieme il maestro Antonio Janigro

Si conclude con un evento del tutto straordinario la XXIII Stagione di musica sinfonica e da camera di Mestre, organizzata dal Comune di Venezia, Area Produzioni Culturali e Spettacolo in collaborazione con gli Amici della Musica di Mestre.
Martedì 5 aprile alle ore 21,00 al Teatro Toniolo di Mestre, nove tra i più grandi violoncellisti del panorama mondiale si troveranno insieme per un concerto dedicato al loro comune maestro Antonio Janigro, uno dei più grandi strumentisti del Ventesimo Secolo, nel ventennale della sua scomparsa.
Julius Berger, Mario Brunello, Thomas Demenga, Enrico Dindo, Michael Flaksman, Monica Leskovar, Jelena Ocic, Giovanni Sollima e Gustavo Tavares, tutti “discepoli” della grande scuola di violoncello di una delle figure più “nobili” della storia della musica e del violoncello.
Antonio Janigro, (1918-89), nato a Milano, visse per molti anni a Zagabria dove fondò una scuola e i celebri Solisti di Zagabria.
Proprio la città di Zagabria dedicherà a Janigro, il 4 maggio, una strada e una “tre giorni” di concerti, mostre e un convegno a lui intitolato.
Di lui Mario Brunello dice: “Janigro è arrivato ai vertici della musica con il violoncello, con l’insegnamento e con la direzione d’orchestra.
Se andiamo a vedere nella storia recente quali altri personaggi siano riusciti a fare altrettanto, troviamo solo i nomi mitici di Casals e Rostropovich”.
Il programma si apre con 3 Corali di Johann Sebastian Bach in un arrangiamento di Thomas Demenga “Das alte Jaahr vergangen ist” & “Herr Gott, nun schleuss' den Himmel auf” e “Ich ruf' zu Dir, Herr Jesu Christ”, prosegue con la “Canzon Vigesimanona a 8” di Girolamo Frescobaldi, quindi il “Concerto in G minor” F. III n. 2 per due violoncelli e archi di Antonio Vivaldi nell'arrangiamento che ne ha fatto Giovanni Sollima, “Rhapsody” di Klaus Cornell, e la prima parte si conclude con la celebre “Violoncelles vibrez” di Giovanni Sollima.
Ancora Johann Sebastian Bach apre la seconda parte del concerto, con l'”Aria” dalla Suite n. 3 in D major 1068, quindi un brano in prima esecuzione mondiale “Ladainha”, composto per l'occasione da Gustavo Tavares, e gran finale con le “Bachianas Brasileiras n. 1” di Heitor Villa-Lobos.
Stagione cominciata un po' in sordina quella di Mestre, ma che via via ha acquistato consenso e spettatori, grazie ad una serie di artisti che hanno saputo coinvolgere un pubblico esigente e ben disposto ad accogliere programmi curiosi e stimolanti.
Trionfali le accoglienze che hanno ricevuto una giovanissima pianista francese Lise de La Salle, i violinisti Gidon Kremer, Sergej Krylov, Victoria Mullova e Giuliano Carmignola.
Il pubblico ricorderà a lungo la particolare edizione del Messia di Haendel “La città che canta”, con la Venice Baroque Orchestra diretta da Andrea Marcon in una edizione “allargata” che ha coinvolto cori e voci dei cittadini che desideravano partecipare.
Mario Brunello, direttore artistico degli Amici della Musica di Mestre, è convinto sostenitore del “concerto come partecipazione”.
“Il pubblico non è solamente davanti a uno spettacolo, ma deve essere messo nelle condizioni di entrare nelle ragioni che portano i musicisti a scegliere i loro programmi e la metodologia interpretativa. Nella esecuzione del Messia di Haendel, il pubblico non solo ha partecipato, ma, entrando profondamente nell’esecuzione, ha cantato. Una città che canta”.

www.teatrotoniolo.info

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