Arcus

15 dicembre 2009

Indagine paleografica sui reperti del Museo Stradivariano


"La scrittura di Antonio Stradivari"
The Handwriting of Antonio Stradivarius

di Marco D'Agostino

Edizioni Cremonabooks







Presentato al pubblico lo scorso ottobre, il libro riporta gli ultimi studi effettuati dal paleografo Marco D'Agostino su alcuni reperti esposti al Museo Stradivariano di Cremona.
Si tratta di violini, disegni, forme, attrezzi, rilevati nella bottega di Antonio Stradivari al momento della sua morte, caratterizzati dalla presenza di scrittura (parole, lettere o frasi), vergata anche da due o più mani, appartenente oltre che al liutaio cremonese, probabilmente ai figli Francesco ed Omobono, se non al conte Cozio di Salabue.
D'Agostino ha condotto, con indiscussa onestà intellettuale, una rigorosa analisi paleografica che ha permesso di distinguere le varie grafie e riconoscere quella attribuibile con certezza ad Antonio Stradivari.
La dettagliata ricerca è potuta avvenire grazie al confronto con tre fondamentali testimonianze manoscritte e autografe del maestro cremonese: due lettere e il testamento del 24 gennaio 1729.
I tre documenti vengono esaminati ad inizio libro, sia dal punto di vista generale, sia nelle peculiarità delle singole lettere e dei segni che le legano, delle inclinazioni, dei tratteggi.
L'indagine riguarda 125 dei 710 reperti inizialmente in possesso del conte Ignazio Alessandro Cozio di Salabue (1775-1840), grande collezionista di strumenti ad arco, che li acquistò dagli eredi di Stradivari; la collezione passò poi nelle mani della famiglia Dalla Valle e infine al liutaio Giuseppe Fiorini che la donò nel 1930 al Museo cremonese.
78 pagine arricchite da fotografie dimostrative, con traduzione a fronte in lingua inglese.

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