Arcus

3 ottobre 2010

Gli Interpreti Veneziani portano in America la grande musica del ‘700 italiano


Saranno ancora una volta testimoni di italianità gli Interpreti Veneziani, orchestra d'archi da camera che già da tre anni esporta regolarmente oltre i confini nazionali le musiche, tra gli altri, di Rossini, Paganini, Vivaldi e Tartini.
Dopo una prima tranche americana che ha inaugurato in primavera il tour mondiale 2010 con ampi consensi di pubblico e di critica, l’ensemble veneziano si appresta a tornare in America dal 12 al 22 novembre 2010, toccando il Canada, il Kansas, la Florida, l'Arizona, il South Carolina.
Il programma dei concerti vede una massiccia presenza di Vivaldi, autore con il quale gli Interpreti Veneziani intessono un rapporto privilegiato, quasi di discendenza filiale (tra i brani in programma, Le Quattro Stagioni e i concerti per archi e cembalo), senza tralasciare alcuni tra i nomi di riferimento del ‘700 e del primo ‘800 strumentale, non solo italiano: Paganini (Variazioni di bravura su una corda sola sul tema del Mosè di Gioacchino Rossini, Le Streghe), Boccherini (Fandango), Sarasate (Introduzione e tarantella), Geminiani (Follia), Rossini (Sonata n.3 per archi) e Tartini (Concerto per violoncello).
Contraddistinti da un “virtuosismo esuberante” e da quel “brio tutto italiano” (The Royal Gazette) che tanto piace al pubblico degli States, gli Interpreti Veneziani costituiscono, con più di trecento concerti all’anno, un punto di riferimento stabile per gli appassionati, veneziani e non, della buona musica da camera, in grado di evocare con appeal moderno suggestioni antiche.
Da ventitre anni sono protagonisti della stagione Violini a Venezia che, all’interno dell’affascinante cornice offerta dalla chiesa di San Vidal, garantisce al numeroso pubblico proveniente da tutto il mondo un concerto a sera (tranne la domenica), con programmi pensati e studiati in consonanza all’atmosfera del luogo caro a Vivaldi.
Il suggestivo incontro tra arti diverse, tra la fine liuteria italiana degli strumenti utilizzati nelle esecuzioni e i capolavori pittorici del XVI e XVII secolo in essa conservati, è il senso più profondo dell’operazione sinestetica voluta dagli Interpreti.
All’intensa attività concertistica, gli Interpreti Veneziani affiancano un forte impegno discografico, che si tradurrà in dicembre nell’uscita di due nuove pubblicazioni: una dedicata alla danza (musiche di Boccherini, Bach, Bartòk, Sarasate), e una interamente vivaldiana.
Le incisioni, sempre per Rivo Alto, si avvarranno del supporto tecnico dell’ingegnere del suono Mike Valentine che, dalla collaborazione con Nick Roeg per Castaway (1986), ha lavorato alla realizzazione di oltre 70 film fra i quali Basic Instinct II, Casino Royale, Entrapment, Indiana Jones e l’ultima crociata, Shakespeare in Love, Il Codice Da Vinci, Star Wars – Episode I.

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