Arcus

8 agosto 2012

54° Edizione del Festival Violinistico Gasparo da Salò



Si conclude stasera alle 21 e 30 in Piazza Duomo di Salò, con un concerto dell'ensemble Bach to Bach, la 54° edizione del Festival Violinistico Internazionale "Gasparo da Salò" nella città di Gasparo Bertolotti da Salò (Salò, 1540 - Brescia, 1609), nella città che oramai riconosce nello strumento del violino e nella musica la propria identità culturale.
Quest'anno la kermesse apertasi l'8 luglio ha sfoggiato un programma ricco di prestigiosi concerti, mostre di strumenti, masterclass; in special modo in questa edizione si è trattato di un festival "intorno al Violino" ma non esclusivamente imperniato sul violino: nella scelta dei programmi concertistici si è dato spazio alle contaminazioni stilistiche e nel nuovo museo cittadino sono stati messi in vetrina alcuni gioielli di Gasparo da Salò che costituiranno il primo nucleo della sezione dedicata al liutaio salodiano.
Ricordiamo il contrabbasso "Biondo" ex Colonna del 1590 e la viola modello Gasparo donata al Comune lo scorso anno dal liutaio Francesco Bissolotti.
Qualche cenno artistico su questo liutaio fortemente rivalutato negli ultimi tempi.
La sua produzione ha spaziato in tutte le varianti degli strumenti ad arco, sia come tipologia, sia come modelli: violini, contrabbassi, viole da gamba con e senza punte, viole da brazzo con una sola coppia di punte, lire, lironi con una sporadica produzione di cetere.
Costruì violini con le misure già perfette di un violino moderno, in un'epoca non ancora standardizzata, modelli piccoli ma soprattutto grandi, costruì viole di diverse taglie da grandissime a piccolissime; ma gli strumenti migliori di Gasparo sono considerate le viole e i contrabbassi, preferiti da virtuosi di tutto il mondo a quelli di Stradivari, essendo dotati di un timbro corposo e penetrante, di una rapidità di risposta e di una potenza studiate anche dallo stesso Stradivari tra il 1690 e il 1700.
Charles Beare e altri hanno ampiamente rivalutato la sua importanza riguardo alla canonizzazione delle caratteristiche dei violini più antichi e più belli al mondo, con uno stringente paragone tecnico con le migliori opere dell'ultimo periodo di Guarneri del Gesù, il quale ad esempio nel violino Vieuxtemps del 1741, avrebbe copiato le bombature usate da Gasparo.
Il liutaio di Salò ha realizzato anche un vero unicum, il violino appartenuto dal 1570 circa all'Arciduca Ferdinando del Tirolo.
Il capolavoro venne poi inserito nelle collezioni imperiali asburgiche, e dopo essere scomparso da queste, fu acquistato nel 1841 da Ole Bull, il virtuoso norvegese il quale lo usò, assieme a un magnifico Guarneri del Gesù e a un Nicolò Amati modello grande, per quasi quarant'anni di tournèe.
Gasparo rivelò la sua poliedricità artistica anche come virtuoso di contrabbasso: per una celebrazione religiosa in S. Maria Maggiore a Bergamo nel 1604 venne pagato più del doppio degli altri, come suonatore di "violone".


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