Arcus

21 ottobre 2012

Per accordare il nostro violino interiore




"IL VIOLINO INTERIORE"




di Dominique Hoppenot

edizioni Cremonabooks











Insegnante di violino, Dominique Hoppenot (1925-1983) ha raccolto in questo libro la sua esperienza di più di venticinque anni, dedicandosi soprattutto agli aspetti psicologici e interiori relativi allo studio degli strumenti ad arco ed in particolare del violino, rivolgendosi sia a chi si sta avvicinando a questo strumento, sia a chi vuole attuare una “svolta” al proprio approccio con lo strumento.
La sua esperienza l'ha portata a contatto con le difficoltà e le angosce di musicisti di fama internazionale, ma anche di strumentisti e allievi che, pur avendo raggiunto un certo prestigio o raffinatezza tecnica, non sono più riusciti a ritrovare il piacere di suonare o ad affrontare con naturalezza un auditorio.
Il “mal di violino” esiste, soprattutto quando sin dall'infanzia lo studio è stato affrontato in vista esclusivamente dei concorsi, dei pareri altrui o per rispondere ai desideri di genitori e adulti.
L'autrice, partendo dal concetto di filosofia orientale di equilibrio fra corpo e spirito, affronta e approfondisce la tecnica dell'uso dell'archetto, delle posizioni del corpo, delle braccia, delle mani, ma dedicando nel contempo interi capitoli al rilassamento, alle pratiche e alle tecniche di respirazione e alla concentrazione; tutti aspetti che vengono trascurati e talvolta ignorati dall'insegnamento tradizionale.
Il suo approccio allo studio tecnico del gesto è anticipato dalla “sensazione” e dalla coscienza del proprio corpo, un approccio che sposta l'attenzione dall'esteriore all'interiore, e che culmina nel “sentire”.
E' un percorso non facile se pensiamo che la nostra vita quotidiana è un ingranaggio di agitazione ed iperattività che favorisce semmai le abilità di ragionamento e la coscienza teorica, nemici principali della “sensazione”.
Insomma, il libro è un invito ed una guida ad “accordare il proprio corpo”: un percorso da vivere senza ansia e fretta, ma con gioia e piacere, assaporando il contatto intimo con lo strumento fino al suo divenire estensione del corpo stesso, in simbiosi con esso; un percorso che non può aspirare ad una realizzazione rapida dal momento che nessuna vera arte può essere raggiunta quando non si sviluppa una potenza interiore.
Un intero capitolo è dedicato ai bambini che affrontano lo studio di questo strumento e all'enorme responsabilità di indagare, da parte dell'adulto, sulle loro reali motivazioni e attitudini.
Un libro che fornisce consigli preziosi sempre con un atteggiamento umile da parte dell'autrice, per convincere musicisti ed insegnanti che si può andare oltre, rinunciando a considerare il violino uno strumento difficile e diabolico ma piuttosto un mezzo di realizzazione per far “vibrare la propria corda interiore".

Questa recensione è stata pubblicata per la prima volta nel 2006 sul sito "Biblio-net Musica Classica", rivista online diretta dal giornalista Carlo Boschi

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