Arcus

12 novembre 2013

Giovanni Sollima omaggia il principe delle tenebre e del madrigale


Nell'ambito della XXVIII stagione di Musica sinfonica e da camera di Mestre diretta da Mario Brunello, il 19 novembre al Teatro Toniolo di Mestre alle ore 21, Giovanni Sollima e il quintetto di violoncelli da lui creato con Monica Leskovar, Hannah Suhyoung Eichberg, Amedeo Cicchese, Paolo Bonomini, ricorderanno Gesualdo da Venosa, il Principe del Madrigale e dei Musici, uno dei padri della musica occidentale, a 400 anni dalla morte.
Tenebrae, il Principe dei Musici, l'ultimo progetto del compositore siciliano, si articolerà nella serata con questo programma:
Michelangelo Rossi: Toccata VII (arr. G. Sollima)
Carlo Gesualdo da Venosa, "Tu piangi, o filli mia", (dal sesto libro di madrigali - 1613)
Carlo Gesualdo da Venosa, "Se la mia morte brami" (dal sesto libro di madrigali - 1613)
Giovanni Sollima: L'invenzione del Nero e Lama (da “Caravaggio”)
Arvo Part, Fratres
Domenico Scarlatti: Sonata K24, Sonata k54, Sonata k175 (arr. G. Sollima)
Gioan Pietro Del Buono: "Stravagante e per il Cimbalo cromatico" (arr. G. Sollima)
Francesco d'Avalos, Una foresta/caccia (da “Maria di Venosa")
Carlo Gesualdo da Venosa, O vos omnes (da “Sacrae cantiones” - 1603)
Carlo Gesualdo da Venosa, Gagliarda del Principe
Giovanni Sollima: Trio e Flagellatione (da “Caravaggio”)
Domenico Scarlatti: Sonata k96, Sonata K94, Sonata K427

Chi era Carlo Gesualdo? Più noto come Gesualdo di Venosa (1566 – 1613), eccelse nella musica polifonica, fu compositore di madrigali e di musica sacra ed è spesso considerato il più famoso madrigalista del suo tempo.
Furono suoi maestri di musica Pomponio Nenna, Stefano Felis, Scipione Stella ed altri eccellenti musicisti del tempo.
Ebbe un grande peso sulla scena musicale dell'epoca e, a partire dal XX secolo, ispirò, oltre ad alcuni compositori moderni, anche la realizzazione di fiction e drammi musicali.
Accanto alla sua carriera artistica, Gesualdo acquistò anche la triste fama di assassino, dopo aver ucciso la sua prima moglie (nonché cugina) Maria d'Avalos e il suo amante Fabrizio Carafa.
Una personalità alquanto complessa, tormentata, così ben raccontata da Massimo Mila: Gesualdo, amore morte, tenebre, pietà, mistero, cromatismo vertiginoso. Il suo eccesso di dissonanze, l’abuso del cromatismo, i suoi capricci armonici sfociano ad una piena anarchia tonale, specchio d’uno stato d’animo tormentato e patetico, per il quale vien fatto di pensare al romanticismo avanti lettera d’un Caravaggio.

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