Arcus

28 maggio 2015

I fondamenti per l'allenamento quotidiano del violoncellista








"LA SBARRA AL VIOLONCELLO"

 di Giorgio Garofalo




Edizioni Musicali  Overplay






Lo spazio dedicato alla metodologia degli strumenti ad arco si arricchisce della recente pubblicazione "La sbarra al violoncello" di Giorgio Garofalo, una raccolta di esercizi da eseguirsi quotidianamente, utili al riscaldamento muscolare e alla coordinazione delle articolazioni interessate alla tecnica strumentale del violoncello. Non sempre la didattica tradizionale italiana ha tenuto conto della peculiaritá, per forma e per dimensioni, di questo strumento poco semplice rispetto a qualsiasi altro. "La sbarra al violoncello" va a colmare questa lacuna ricorrendo ad un approccio di tipo fisico che prende in considerazione il confronto corporeo fra le dimensioni della persona e quelle del violoncello, mirando al raggiungimento di una sintonizzazione fra il musicista e lo strumento.
L'approccio posturale è un fattore di primaria importanza che precede ogni altro apprendimento: nel percorso proposto dagli esercizi di questo metodo, viene tenuto costantemente in considerazione affinché il violoncello non risulti un onere fisico ma un naturale e fisiologico prolungamento del corpo con il quale si potrà produrre un bel suono. 
Cosa si intende col termine "sbarra"?
La sbarra è un attrezzo utilizzato nella danza per l'esecuzione di esercizi preparatori e di riscaldamento muscolare.
Prendendo a prestito il concetto di “sbarra” definita come “supporto”, Giorgio Garofalo ha sviluppato l’idea di un insieme di esercizi da eseguire quotidianamente al fine di riscaldare e potenziare le articolazioni interessate dalla tecnica strumentale.
La Sbarra è da intendersi come un graduale risveglio muscolare che deve porre in stretto contatto il violoncellista al suo strumento attraverso un personale accordo e la consapevolezza del peso corporeo in relazione alla produzione sonora.
Gli elementi che devono essere immancabilmente presenti all'interno della sbarra sono il respiro, gli spostamenti della mano sinistra con vibrato, gli allargamenti per “sciogliere” la muscolatura del palmo della mano sinistra e dei tendini fra le dita, i martelletti utili al potenziamento e l’agilità delle dita, gli esercizi della mano destra per affrontare i colpi d'arco.
Nella sbarra Garofalo propone anche l'esercizio n. 6 dai 40 Etudes di D. Popper, un pretesto Melodico per eseguire esercizi sulla tastiera e sul capotasto.
L'ingrediente finale, che funge da amalgama per tutta l'opera, è racchiuso nel motto Repetita iuvant: non appena si impara qualcosa è necessario ripeterla e ancora ripeterla fino a padroneggiarla poiché "...fin dall’inizio la pazienza e la costanza decidono il nostro destino...", ma soprattutto perché, solo dopo aver padroneggiato un automatismo, potremo dedicarci consapevolmente alla fiamma vibrante dell'interpretazione.

Biografia

Giorgio Garofalo è nato a Palermo nel 1979, si è diplomato in violoncello sotto la guida del Maestro Nicotra ed ha conseguito con lode il biennio specialistico di violoncello ed il biennio abilitante in Didattica della Musica presso il conservatorio V. Bellini di Palermo.
Ha approfondito gli studi con Vadim Pavlov, Masha Janucewsky, Marianne Chen, Enrico Bronzi, Giovanni Sollima ed i Maestri De Rosa e Zanettovich del Trio di Trieste.
Quale componente del Trio Arté ha frequentato i corsi del Trio di Trieste presso l’Accademia Chigiana di Siena e la Scuola Internazionale di Musica di Duino (TS) ottenendovi il diploma di merito e le borse di studio per la migliore formazione cameristica. Ha ottenuto diversi riconoscimenti e primi premi in concorsi nazionali ed internazionali sia in qualità di violoncellista che di camerista.
Ha collaborato con diversi enti e fondazioni, come l’Orchestra Sinfonica Siciliana, il Teatro Massimo Bellini di Catania e l’Orchestra dell’Opera di Malta.
Dal 2007 ha lasciato l'attività di professore d'orchestra per dedicarsi all'attività cameristica come componente stabile del Trio Arté, con la quale svolge una intensa attività concertistica. Nel 2014 ha inciso col Trio Arté il primo disco contenente dei trii "inediti" della musica da camera italiana dell’800, con la riscoperta di autori quali il bresciano Angelo Maria Benincori e il napoletano Vincenzo De Meglio.

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